Mostra Fotografica

mar 27, 2010 by     No Comments    Posted under: Features & Exibitions

Le foto esposte

Presentazione
Le foto di Elena non esistono. Sono la proiezione del mondo come vorremmo che fosse, sono il sogno di una realtà così piena da incurvarsi sotto il suo stesso peso. Talvolta ci capita di distrarci dalla serietà della nostra vita quotidiana, e di prendere congedo per qualche istante dal vuoto della noia; mentre girovaghiamo nel labirinto di ciò che il destino avrebbe voluto da noi, possono allora riverberare fuochi d’artificio di colori e incantesimi di follia, che scambiamo per immagini. Ma non dobbiamo cedere all’illusione: le promesse del diavoletto del dedalo non sono reali. Elena incornicia queste apparenze in una folgorazione di luce che non ha estensione, se non nella nostra mente. Infatti quello che vediamo è pura intensità, il gioco di ciò che rende unico un individuo con una forza tale da inarcare l’universo, come se lo guardassimo attraverso un grandangolo. Non importa, in fondo, se l’autenticità che fissiamo sia quella di qualcun altro: ragazze che volteggiano sull’altalena delle idee, fanciulle che ticchettano con i loro ingranaggi, anime che si sciolgono nel dialogo infinito dei libri, menti intrappolate dal chiasmo dei sensi. La fedeltà alla legge interiore è il dono più sublime che si possa prodigare, anche quando non ci appartiene: basta che baleni alla luce, trafitta dal raggio che si imprime sulla lente – e già trepidiamo folli di euforia. (Paolo Bottazzini)

Biografia
Elena Colombo nasce il ventidue dodici ottantadue alle due di notte in Brianza.
Mentre i genitori lavorano, Elena cresce nella casa di una delle sue tante zie in compagnia di sua cugina, che sta studiando all’istituto d’Arte, e lo zio che è appassionato di vecchie foto e filmini: già piccolissima capisce che le piace creare.
Alla scuola materna fa i capricci perchè per colorare non hanno i Pantoni. Babbo Natale le porta un Amiga 500.
Quando diventa grande decide a questo punto di frequentare il liceo artistico e poi lo IED per studiare i pixel.
Intanto ha qualche problema con se stessa, è silenziosa e delicata. Scopre però che facendosi degli autoscatti riesce magicamente a buttare fuori in qualche modo i suoi disagi.
Inizia in seguito a portare la macchina fotografica sempre appresso per catturare qualsiasi cosa attiri la sua attenzione.
Casca nel mondo del lavoro e dei pendolari. Spesso viene spedita ad eventi aziendali con in spalla una videocamera più grande di lei; ora si occupa di animazione, montaggio, post-produzione video e di web.
Altro mezzo di sfogo è il canto e la musica in generale: compone e canta qualche pezzo strampalato.
E’ testarda ed idealista, convinve con gli attacchi di panico. E’ innamorata dello stop-motion e sogna che un giorno possa per lei diventare un lavoro vero e proprio.

Intervista a RadioNation 3

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